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Palazzo Caffi:
la storia

Palazzo Caffi fa parte di un gruppo di prestigiosi edifici che, nel corso del tempo sono andati a costituire il complesso dello storico Ospedale Civile di Belluno connotando in modo deciso questa porzione di città.
L’ edificio più antico dell’insieme è Palazzo Bembo in quanto il suo impianto risale al 1568 quando il vescovo Contarini lo fece erigere per ospitare il primo Seminario dei Chierici. Trasformato poi nel 1750, dal vescovo Francesco Bembo,  mantenne la funzione di seminario fino al 1793, anno in cui il vescovo Sebastiano Alcaini cedette l’immobile affinché potesse trovarvi sede il nuovo ospedale, che venne inaugurato l’8 settembre 1793.
Nella prima metà dell’Ottocento fu poi costruito il corpo ottocentesco posto sull’angolata nord-est del palazzo e in continuazione con esso.  

Nel 1885 venne realizzata la prima parte della lunga ala su via Caffi, oggi nota come Palazzo Caffi. Questa prima costruzione dal fronte elegante e raffinato nella decorazione che evidenzia i piani e le aperture, si concludeva prima del grande accesso centrale, che introduce alla vasta corte interna, ed è tuttora riconoscibile poiché sono ancora visibili le lesene in rilievo che ne segnavano l’angolata.
Nel 1909 fu eseguito verso est un nuovo edificio, vicino ed in linea con quello gia esistente, e poco dopo, nel 1925, venne realizzato il collegamento tra i due fabbricati coprendo al piano terra il suddetto accesso ancora oggi in uso. L’ultima porzione ad est, che oggi ospita un istituto bancario, venne eseguita nel 1928.
Nell’ultimo dopoguerra fu poi realizzato l’ultimo piano, innalzando l’edificio.

Il corpo terrazzato posto sull’angolata nord ovest del complesso architettonico forma con un fabbricato analogo e simmetrico, posto sull’altro lato di via Loreto, un “invito” ad imbuto di accesso alla via stessa. Fu realizzato nel 1925 per collegare  palazzo Bembo e palazzo Caffi, ma esisteva già un corpo terrazzato ad un solo piano fin dal 1894.

Dagli anni ‘50 e per tutta la seconda metà del secolo scorso furono aggiunti piccoli e grandi fabbricati disomogenei e dettati da mere necessità pratiche andando ad occupare lo spazio tra i due palazzi: tali manufatti sono stati rimossi nell’intervento di restauro e ristrutturazione recentemente eseguito restituendo a palazzo Bembo e palazzo Caffi le loro originarie volumetrie e forme architettoniche.